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Archive for settembre 2010

Vi proponiamo un interessante contributo sulle biomasse messo a disposizione da Francesco Sodo, laureato in Scienze Ambientali e originario delle nostre terre, frutto di uno studio condotto con l’ausilio di studiosi che si occupano di Nanopatologie da inceneritori, acciaierie e impianti a biomassa.

Qui di seguito trovate un estratto. L’intero documento è scaricabile qui.

Biomasse significa bruciare scarti dell’agricoltura ed escrementi di animali che non hanno subito il processo di fossilizzazione, pertanto i combustibili fossili non possono essere considerati biomasse. Dal calore produciamo energia elettrica. Si sostiene che le biomasse non inquinino perché il combustibile utilizzato è legno vergine e dalla combustione si ottiene acqua e anidride carbonica. In altre parole è come dire che bruciando un albero riduco a pochi secondi quello che in natura avviene lentamente col processo di putrefazione. In parte è vero ma un albero non è fatto solo di carbonio e acqua. Tutto il mondo vegetale si trova a contatto con l’aria e con la terra. L’aria contiene polveri, il terreno tanti elementi naturali e concimi chimici immessi dall’uomo. Tutte queste sostanze vengono assorbite dalle piante. Quando queste vengono bruciate vi è un rilascio in atmosfera di una notevole quantità di sostanze inquinanti. In laboratorio sono state analizzati pellet provenienti da tutte le parti d’Italia e dall’Austria. Dalle analisi sono risultati una miriade di elementi minerali tossici. Addirittura in alcune foglie di eucalipto provenienti dalla Sardegna sono state trovate tracce di oro. Come alimentare tali impianti se in Italia non ci sono abbastanza biomasse? In Emilia Romagna sono in progetto otto impianti. Per alimentarli occorre una particolare coltivazione di alcune specie di canne eliminate da decenni perché erano infestanti per le altre piante. Bisognerebbe reimpiantarle per uno spazio di tre volte e mezzo la regione stessa. Questa strada non è praticabile. Quale allora la soluzione? Si va ad importare dall’estero olio di palma dalla penisola di Malacca. Questo significa un notevole dispendio economico a causa della grande distanza e inquinamento da petrolio. […] Un altro modo per procurarsi combustibile è trasformare il rifiuto in qualcosa di compatibile per bruciarlo: in pratica produrre il CDRQ cioè combustibile da rifiuto di qualità depurando l’immondizia urbana da certe sostanze […] Chi trae vantaggio? Chi guadagna 24 milioni annui provenienti dai certificati verdi che paghiamo con le nostre tasse sul 7% della bolletta della luce.”

Dott. Francesco Sodo

NdA Il testo è stato scritto con l’ausilio di video creati dal Prof. Montanari (scrittore scientifico, ricercatore e studioso di nanopatologie da impianti industriali, direttore scientifico nell’azienda modenese Nanodiagnostics).

Se a questo ci aggiungiamo la sicura irreperibilità in loco della materia prima, le gravi violazioni di legittimità compiute dalle nostre amministrazioni per approvare la concessione, l’incuranza delle istanze presentate dalle comunità vicine e dalle 40 famiglie che lì ancora vivono col frutto della propria terra, si intuisce quanto sia assurdo costruire una centrale di quella portata, al bivio di Grassano-Tricarico-Calle.

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Nei giorni scorsi l’assemblea del Comitato intercomunale Uno si distrae al bivio si è riunita per decidere quali azioni intraprendere a seguito della proroga parziale di 6 mesi concessa dalla Giunta Regionale, in favore della Soc. Clean Energy s.r.l., avvenuta con D.G.R. n. 1426 del 1° Settembre 2010.

Di fronte a tale decisione, i numerosi cittadini di Tricarico e Grassano che hanno partecipato all’incontro, convinti della necessità di non poter tacere davanti ad una tale ipoteca sul territorio e sulle future generazioni, hanno deciso di:

impugnare davanti al TAR della Basilicata, la Delibera n. 1426/2010 con la quale è stata rilasciata la   proroga;

– convocare una manifestazione pubblica contro la costruzione della centrale e contro la Regione Basilicata, che si terrà a Tricarico il giorno 9 Ottobre.

Il prolungato confronto con le istituzioni e i ripetuti tentativi di trovare insieme alla politica i modi e i tempi per risolvere l’annosa questione della realizzazione dell’impianto di Acqua Frisciana, hanno prodotto solo promesse disilluse, silenzi e noncuranza delle richieste portate avanti dalle popolazioni interessate.

Ci sentiamo presi in giro da una politica che dimentica il bene comune disattendendo le propagande pre-elettorali, eludendo le decisioni assunte in materia dal Consiglio Regionale dimissionario e ignorando il disagio manifestato dalle comunità locali. Le stesse che da subito hanno fatto emergere le stranezze nell’iter di approvazione del progetto e le gravi ripercussioni sul territorio che la realizzazione di questa centrale a biomasse comporterebbe.

Ci chiediamo come mai la nuova Giunta Regionale sconfessi il “vecchio” Consiglio Regionale che all’unanimità aveva votato la mozione di revoca dell’autorizzazione rilasciata alla Clean Energy e non rispetti il vincolo di decadenza per il mancato inizio dei lavori.

Ci interroghiamo sulla mancata opposizione al provvedimento da parte degli stessi rappresentanti politici che avevano precedentemente proposto la mozione di revoca e che, quindi, hanno solo voluto strumentalizzare a fini elettorali la protesta popolare.

Siamo o no in presenza  di uno spudorato agire politico finalizzato a  sostenere solo gli interessi di pochi privati e che con spregiudicatezza calpesta le istanze espresse dalle realtà locali?

In questo gioco pericoloso prende sempre più forma e si fa sempre più calda la sfida tra la Regione Basilicata e i cittadini di Tricarico e Grassano. E’ in gioco il futuro del nostro territorio e noi lo difenderemo con  tutti i mezzi possibili!

Per questo, e per sentirci ancora unici e veri protagonisti del nostro futuro, vi aspettiamo sabato 9 ottobre a Tricarico: siamo tenuti a combattere contro un potere politico che manifesta superbia insolente e grave incapacità di rispettare il benessere collettivo e  cogliere le reali istanze delle comunità che rappresenta.

Per chi volesse, all’interno del blog è possibile trovare informazioni e approfondimenti utili per seguire da vicino le azioni del comitato.

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Scarica il Comunicato stampa del Comitato del 18/09/2010

Scarica il Volantino del Comitato

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Siamo a settembre, mese di ripresa dei lavori per i nostri politici dopo la pausa estiva, mai come ora in un clima nazionale di precarietà, caos e insensatezze.

Non è da meno la Giunta Regionale di Basilicata,  “nuova di zecca”, che il I settembre scorso ha approvato con una strana urgenza, all’unanimità di voti e su richiesta della Clean Energy la concessione di una proroga di sei mesi a partire dalla precedente data di scadenza, ovvero il 22/07/2010, per dare effettivo inizio all’esecuzione dei lavori di costruzione della centrale alimentata a biomasse solide in località “Piani Sottani”.

È incredibile!!! È successo: non c’è limite al pudore!

Ignorando ogni promessa, ogni responsabilità e ogni forma di buon senso i nostri governatori continuano a sostenere un progetto verso cui non serve un occhio esperto per capire che non  ha alcun senso. Ci si chiede il “perchè” immersi in un humus di emozioni istintive fatto di rabbia e incredulità, ci si sente traditi!

Sembra riduttivo pensare che tutto ciò serva solo a difendere l’interesse economico di qualche privato che gode di corsie preferenziali presso il nostro centro amministrativo, ci si chiede se non ci sia dietro un preciso disegno di potenti lobby economiche atto a trasformare la spopolata e “vergine” Lucania nella pattumiera d’Italia e se i nostri amministratori non ne facciano parte in qualità di meri strumenti esecutivi!

Quello che è certo è che devono smetterla di sentirsi e fare i “padroni” del territorio, della terra (o il lettore trovi un qualsiasi termine che esuli da significati politici pre-costituiti, se ne esistono ancora) e ricordarsi, nel caso lo avessero dimenticato, che hanno il dovere solo di amministrare  sfruttando nel migliore dei modi risorse che non  gli appartengono; dovere conferitogli temporaneamente dalla sovranità popolare!

Noi del comitato Uno si Distrae al Bivio non stiamo certo a guardare e ci opporremo con ogni mezzo a nostra disposizione a questo scempio. Presto pubblicheremo tutta la documentazione necessaria a rendere trasparente l’arroganza insopportabile di certe decisioni.

Per ora il link ad un articolo che fa il punto della situazione oltre ad essere la prima denuncia di queste novità, uscito sul Quotidiano della Basilicata del 7 Settembre scorso.

http://ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/it/basilicata/matera_tricarico_centrale_concessione_1789.html

Buona lettura e…diffondete!

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