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Vi consigliamo la lettura dell’articolo in allegato, in cui si svelano le reali intenzioni celate dietro il progetto di centrale a biomassa al bivio Tricarico-Grassano

La gazzetta del mezzogiorno

Ieri sera Report ha mandato in onda un'integrazione del servizio sulle biomasse del 31/10/2010
Qui è possibile rivedere il video, buona visione!

Video Rai.TV – Report 2010-2011 – Biomasse di massa – Aggiornamento del 31/10/2010.

Dopo tre giorni di presidio permanente al bivio e il mancato inizio lavori dovuto all’ordinanza dell’Ufficio tecnico di Tricarico, che due giorni prima la scadenza dell’autorizzazione imponeva lo stop per gravi irregolarità procedurali, si è svolto a Grassano l’evento La rivolta del filo di paglia.

Lo scopo principale è stato quello di informare la cittadinanza sull’evoluzione dei fatti e avanzare proposte sulle azioni da intraprendere nell’immediato futuro per bloccare definitivamente il sopruso rappresentato dalla volontà di costruire questa “mega” centrale a biomasse in località Acqua Frisciana.

All’incontro, a cui hanno partecipato circa 150 persone, si sono succeduti gli interventi di componenti del Comitato, liberi cittadini, rappresentanti di altre proteste come quella contro la centrale di Acinello (il cui progetto, lo ricordiamo, era stato recentemente sospeso dalla Regione, ma  in questi giorni ha riottenuto l’approvazione), esponenti politici locali e il colorito e appassionato sostegno dell’attore lucano Ulderico Pesce che si batte da anni contro le ingiustizie subite dal nostro territorio.

La rabbia collettiva e la lontananza dei politici dai cittadini e dalla realtà hanno segnato l’incontro e le promesse della politica non ci lasciano affatto tranquilli.

La Provincia di Matera ad esempio, che ieri è intervenuta tramite il vice presidente G. Bonelli, ha espresso l’apertura delle istituzioni nei confronti della nostra causa dimenticando, clamorosamente, che la suddetta istituzione aveva già espresso parere favorevole alla centrale nel corso di due Conferenze di Servizio nel 2008 (leggi l’articolo  che fa il punto sulle autorizzazioni alla centrale fino al 2009) , insieme al  Comune di Tricarico, alla Sovrintendenza ai Beni Archeologici della Basilicata e ai Vigili del Fuoco di Matera. All’apertura palesata non è seguito un vero confronto: il politico, dopo l’intervento carico di “promesse”, ha abbandonato l’aula di fretta, lasciando inascoltate le richieste dei presenti e non dandoci la possibilità di controbattere.

Non accettiamo più la demagogia e la propaganda politica, non tolleriamo più prese di posizione non seguite da coerenti atti amministrativi. Pretendiamo che i politici tornino a fare il loro dovere, ovvero si mettano a servizio delle comunità che amministrano, che rispettino la sovranità popolare, che riscoprano il significato profondo della “Politica”.

Chiederemo quindi alla Regione Basilicata e al Comune di Tricarico di dichiarare ufficialmente la decadenza della concessione a costruire  fatta alla Clean Energy.

Ad oggi, noi del comitato Uno si distrae al bivio ci riteniamo orgogliosi della crescente partecipazione della popolazione che ha portato al raggiungimento di un risultato importante: il blocco e quindi il mancato inizio dei lavori alla scadenza della seconda proroga dell’autorizzazione regionale. Ci auguriamo che sempre più gente si unisca alla lotta perchè questo è l’unico modo per impedire l’usurpazione del nostro territorio.

Proprio ieri nel corso dell’evento abbiamo promosso un’ iniziativa di protesta civile, invitando chiunque possieda un pezzo di terra a firmare un documento in cui si impegni  a non voler cedere nè un filo di paglia nè un ettaro di terreno alla centrale a biomasse del bivio Tricarico-Grassano (consulta il documento). Sappiamo che sono in tanti a sostenere questa causa, ed è per questo che chiediamo di sottoscriverlo attraverso un gesto simbolico e pubblico, per dare più forza e sostanza  al dissenso e che sia da stimolo a chi ancora è poco informato sui fatti e quindi non può sostenerci.

Segnaliamo e invitiamo tutti a firmare inoltre la petizione on-line “Asso di Monnezza” proposta da Ulderico Pesce sul suo sito, che direttamente chiede la sospensione dei lavoro per i diversi progetti di centrali a “biomaschere” in atto sul territorio lucano oltre alla proposta di inserimento del “reato contro l’ambiente” nel codice penale  (vai al sito)

Qui le foto dell’evento e del presidio, presto anche i video!

 

 

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La risposta della popolazione civile al nostro appello c’è stata!

Stamattina già  alle 7 oltre una sessantina di persone erano radunate al bivio per opporsi all’inizio dei lavori per la centrale.

Numerose poi le persone accorse per dare sostegno nell’arco della mattinata, a dimostrazione che la  gente del posto è assolutamente contraria alla realizzazione del progetto e consapevole che si tratta  di un abuso del territorio da parte di privati in totale connivenza con i nostri  amministratori, che  porterà danni all’economia del posto e all’ambiente, con conseguenze gravi sulla salute di tutti gli abitanti della zona.

La ditta di costruzioni però tardava ad arrivare. Alle 7:30 circa da Tricarico giunge notizia che l’ufficio tecnico comunale ha posto un veto all’avvio del progetto per evidenti irregolarità nelle procedure di intervento, prendendo, per la prima volte in due anni, una decisione favorevole alla nostra causa.

Sul posto regnava una calma irreale, si è deciso di rimanere lì, di bloccare l’accesso all’area destinata alla costruzione (posta tra l’altro a fianco di un abitazione), e di organizzare un presidio permanente per la giornata di oggi e per tutta la giornata di domani 22 gennaio, giorno della scadenza dell’autorizzazione regionale.

Siamo consapevoli che non è finita qui, gli interessi economici in gioco sono molto alti così come gli investimenti progettuali della società che intende costruire, ma non abbiamo nessuna intenzione di abbassare la guardia!

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto e si spera che il numero cresca sempre di più per dimostrare che nessuno può prendere decisioni che riguardano la terra in cui viviamo senza consultarci, soprattutto quando queste decisioni hanno la conseguenza di trasfigurare la storia e la fisionomia di un’area, di danneggiare gravemente l’ambiente e la salute di chi quell’area la vive!

Rinnoviamo l’appello per domattina, avremo ancora bisogno di forze, e vi ricordiamo che domani pomeriggio, alle 17, ci sarà l’incontro-dibattito “La Rivolta del Filo di Paglia”, presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale di Grassano, in cui si discuterà di ciò che sta succedendo e di cosa possiamo fare insieme.

Qui sul blog vi terremo aggiornati costantemente sull’evoluzione dei fatti!

Continuate  a seguirci e sostenerci!

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Com’era prevedibile oggi 20 gennaio 2011, a due giorni dalla scadenza dell’autorizzazione regionale, la Clean Energy ha tentato di dare inizio ai lavori, piantando i picchetti per la recinzione della zona.

Un gruppo di manifestanti, per la maggior parte abitanti della zona, sono riusciti, nell’arco della giornata, a bloccare il tutto e hanno rimosso i paletti già piantati.

La cosa grave è che la suddetta ditta è di Grassano, ovvero la CENTRO COSTRUZIONI S.a.s.

In pratica stiamo assistendo ad un paradosso: cittadini che vanno contro il proprio territorio e contro i loro stessi concittadini,  evidentemente solo per puro interesse economico.

Abbiamo motivo di affermare che non sono state rispettate le procedure legislative per poter cominciare a costruire, ma questo sarà stabilito nelle sedi opportune a seguito di una denuncia alle forze dell’ordine da parte del comitato.

Questa la cronaca in diretta della mattinata di uno dei rappresentanti del comitato lì presenti Vincenzo Ritunnano:

“questa mattina mi son svegliato ed ho trovato l’invasor ….” mi è venuto da pensare quando dal bivio di Tricarico mi è arrivato un sms che chiamava alla mobilitazione contro l’inizio dei lavori per la costruzione della centrale a biomasse. Sono arrivato al terreno della Clean Energy che i mezzi e gli operai (di una ditta di Grassano) erano già al lavoro e piantavano pali di ferro lungo i confini del terreno. C’erano però anche molti del comitato e molti abitanti del bivio; superata la prima agitazione abbiamo deciso di chiamare carabinieri, vigili e amministrazione di Tricarico per bloccare l’abuso in atto; abbiamo denunciato il fatto che si stavano compiendo lavori in spregio alle norme di legge ed alle stesse autorizzazioni rilasciate da Regione e Comune (ricordiamo che il sito in questione ci risulta essere tutt’ora un’area a destinazione agricola). Di lì a qualche ora è arrivata la comunicazione dell’amministrazione comunale di Tricarico in base alla quale sono stati sospesi i lavori. Nel frattempo abbiamo gridato al direttore dei lavori – il quale candidamente ci dichiarava che sì, loro sono a posto con le carte e che hanno tutta l’intenzione di procedere a costruire la centrale – che noi la centrale non la vogliamo e che non basteranno le loro carte truccate per farci cambiare idea. A mezzogiorno il direttore dei lavori era costretto ad andar via – sebbene avesse tutte le intenzioni di riprovarci – e noi torniamo a casa sapendo che una prima battaglia è vinta ma la guerra è più che mai aperta. Sabato ci vediamo tutti a Grassano alle 1 7 presso la ragioneria, all’assemblea convocata dal Comitato “Uno si distrae al bivio” – per ragionare sul che fare, più che mai convinti di essere dalla parte della ragione.
dal bivio di Tricarico Grassano, 20 gennaio 2.0.1.1.

 

In pomeriggio c’è stato un nuovo arrogante tentativo di continuare i lavori, finchè i manifestanti sono riusciti a vanificare il loro intervento azzerando il lavoro fatto fino a quel momento. La situazione rimane molto tesa, la ditta che ha cominciato i lavori non ha intenzione di retrocedere.

Abbiamo bisogno di quanta più gente possibile  per organizzare un presidio di opposizione permanente nella zona, per impedire con ogni mezzo a nostra disposizione questo scempio.

Dove sono i politici? dove sono i partiti e le istituzioni? Probabilmente ad occuparsi di altre faccende, ma sicuramente non sono al nostro fianco a difendere la loro terra.

Per questo abbiamo bisogno di tutti voi, perchè solo insieme possiamo bloccare chi vuole usurpare le nostre terre e rovinarci la vita senza porsi alcuno scrupolo etico e civile.

Nel nostro interesse scendiamo tutti al bivio domattina alle 7 e insieme potremo dimostrare che non possono così facilmente prenderci in giro!
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Siamo in prossimità di una scadenza importante nella vicenda che riguarda la centrale a “biomaschera” progettata e autorizzata dai nostri politici in località Acqua Frisciana (bivio di Tricarco-Grassano).
Sabato 22 gennaio prossimo, infatti, scade l’autorizzazione a costruire concessa tramite l’ormai nota “delibera-vergogna del I settembre scorso.

Una “vaga”dichiarazione di inizio lavori è stata depositata ieri presso la regione Basilicata, una lettera della Clean Energy è arrivata anche al comune di Tricarico, un timido e scorretto tentativo di prendere le misure per poter recintare la zona di costruzione è stato fatto senza fare richiesta, così come la legge prevede, ai proprietari delle terre confinanti.

Cosa sta realmente accadendo? Per poter costruire è necessario un progetto esecutivo che sia conforme al progetto definitivo. Esiste realmente? Cosa è successo negli ultimi due mesi? Cosa accaderà dopo il 22 gennaio 2011?

A questi e ad altri interrogativi cercheremo di dare una risposta proprio sabato 22, a Grassano, presso l’Istituto tecnico commerciale in un incontro-dibattito in cui, oltre a proiettare il video della manifestazione del 9 ottobre scorso e fare un riepilogo della situazione, cerchermo di capire insieme quali strategie adottare per continuare ad opporci a questo assurdo progetto.

Avremo anche le testimonianze di altri fronti di opposizione a progetti simili a questo, quale quello della centrale di Acinello e quello gravissimo della centrale del Mercure (nel cuore del Parco Nazionale del Pollino).

Abbiamo bisogno del sostegno di tutti per dare sostanza e forza a questa battaglia, considerato lo stato di abbandono che i nostri amministratori e le istituzioni riservano ai loro cittadini, ignorando ogni nostra richiesta e ogni forma di protesta o istanza che proviene dal basso.

Non mancate e…Diffondete!!!

Volantino "la rivolta del filo di paglia"

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In Italia viviamo in una sorta di “medioevo politico-mediatico”, fatto di occultismo, pregiudizi, ostracismo, inquisitori sparsi in ogni strato sociale, pronti a mettere alla “gogna” ogni libero cittadino che disturba i manovratori di un sistema vecchio, obsoleto, che, contro la propria volontà, in qualche modo sta cadendo a pezzi.

E mentre in tv, appunto, assistiamo a scene degradanti e offensive per l’intelligenza e il buon senso dell’essere umano, sequenze del peggior cinema mai esistito che narrano di un manipolo di privilegiati che non molla l’osso della propria poltrona e trasforma le istituzioni, figlie del progresso civile, in meri strumenti atti a soddisfare i propri vizietti personali e ad accrescere all’infinito le proprie tasche…qui, nei retroscena della realtà, di nascosto da tutti, succede di peggio!

Vi raccontiamo la brutta fine che ha fatto uno de “link” segnalati dal nostro blog e, ovviamente, il sito a cui si collegava!

Si tratta del giornale on-line di controinformazione “Italiaterranostra.it”, che da diversi giorni è stato oscurato.

La causa dell’oscuramento parla da sè, non ha bisogno di spiegazioni. Ne citiamo un pezzo da uno dei blog che ha denunciato il fatto “Lo Specchio“, potrete poi continuare a leggerlo direttamente dalla fonte:

Nonostante il tribunale di Parma abbia rigettato l’istanza di sequestro del giornale on line ITALIATERRANOSTRA ed il suo conseguente oscuramento, pare che la Barilla, attraverso l’avv. Mariconda, abbia fatto pressioni sul webmaster (da Gianni Lannes ritenuto -evidentemente a torto- “fidato”) a cui Lannes si era affidato per la registrazione del dominio, che ha ceduto alle pressioni oscurando l’intero sito e mettendo a tacere una voce libera come Italia Terra Nostra.A monte di tutto ciò le rivelazioni fatte da Lannes con una prima inchiesta relativa al massiccio utilizzo di Eternit all’interno delle coperture dello stabile della Barilla di San Nicola di Melfi, ed all’ingombrante presenza – ad un centinaio di metri dall’impianto – dell’inceneritore di rifiuti Fenice, di proprietà dell’Edison, società sostanzialmente in mano all’Edf, il colosso francese dell’energia nucleare (cliccarequi per approfondire) e poi una seconda inchiesta sulla presenza della famiglia Anda-Bührle – noti produttori e trafficanti d’armi per le dittature di mezzo mondo – all’interno delle quote azionarie della società e a ricoprire ruoli istituzionali per la multinazionale dei prodotti da forno stessa […]

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Esprimiamo solidarietà al direttore Gianni Lannes, così come a tutti coloro che mettono la propria professionalità a servizio della collettività, soprattutto in un settore come quello giornalistico, in particolare giornalismo di inchiesta, in un territorio come l’Italia dove sistematicamente chi conduce inchieste serie e incisive viene ostacolato con ogni mezzo dai politici, maltrattato dai media ed estromesso dalla propria dimensione lavorativa, nel migliore dei casi.

Ci auspichiamo che vicende del genere comincino a scomparire dal cosiddetto mondo “civilizzato”, perchè l’informazione oggettiva è vitale in un sistema democratico, ne è fondamento.

Gianni Lannes ha creato comunque un blog di emergenza dove ha trasferito il risultato della sua inchiesta sulla Barilla e delle altre sue inchieste. L’indirizzo, che provvederemo a sostituire al nostro “collegamento mancante”, è:

http://congiannilannes.blogspot.com/

Buona lettura e…diffondete!
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